Discussione:
Gli accenti tonici di Antonio Stoppani
(troppo vecchio per rispondere)
Wolfgang
2020-02-11 15:16:53 UTC
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https://archive.org/details/ilbelpaeseconver00stopuoft/page/n9/mode/2up
L'intenzione, magari, era buona. Ma leggere un libro di 662 pagine
scritto in questo modo dall'inizio alla fine fa venire il singhiozzo.
Premesso che il libro tratta delle bellezze naturali dell'Italia, solo
l'introduzione tratta degli accenti, con una
"Nota pei Maestri e le Maèstre di Lingua italiana".
"Parità" con l'accento grave, "giá" e "novitá" con l'accento acuto.
Più oltre nel corpo del libro la "a" è quasi sempre accentata acuta,
sia all'interno sia alla fine della parola.
Sarebbe interessante sapere il perché.
Con una tastiera italiana moderna sarebbe troppo difficile battere
un'«á» coll'accento acuto perché si possa trattare di un refuso. Ma
nel 1915?
Sfogliando qua e là, riguardo agli accenti, vedo altre improprietà,
A pag. 36 "differénza" con l'accento acuto.
A pag, 67 "convègno" con l'accento grave.
A pag. 113 "cèrchia" e "cènere" con l'accento grave
A pag. 428 "crèdere" con l'accento grave
Praticamente in tutte le pagine consultate a casaccio ho trovato
"improprietà" del genere.
Quindi, a mio avviso, Potrebbe essere interessante per l'argomento
trattato, non certo per gli accenti :-)
Come siamo privilegiati noi che abbiamo a disposizione dei computer!

Ciononostante sarebbe forse interessante analizzare quali degli
accenti sbagliati siano regionalismi e quali refusi. È comunque
ovvio che prevalgano, e di gran lunga, questi ultimi.

Ciao,
Wolfgang
Dragonòt
2020-02-11 18:11:13 UTC
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Ciononostante sarebbe forse interessante analizzare quali degli accenti
sbagliati siano regionalismi e quali refusi.
Anche il Biondelli, nel suo "Saggio sui dialetti gallo-italici" (1853)
faceva uso di accenti tonici per le sdrucciole.
Una volta avevo analizzato qualche pagina del testo ed avevo verificato che
circa il 10% delle parole erano accentate.
Colpiva l'infinito "essere", sempre accentato.
Bepe
Gennaro
2020-02-12 19:26:38 UTC
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Ciononostante sarebbe forse interessante analizzare quali degli accenti
sbagliati siano regionalismi e quali refusi. È comunque ovvio che
prevalgano, e di gran lunga, questi ultimi.
Ciao,
Wolfgang
Però è proprio strano che un libro che dichiari di star attento agli
accenti tonici, poi ne sbagli così tanti.
Non sarà forse che inconsciamente si spera che la propria pronuncia sia
la regola?

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iniziato 2016-05-18 17:55:39 UTC
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