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(troppo vecchio per rispondere)
ADPUF
2017-08-12 20:07:00 UTC
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Radio3 RAI
Pagina 3 - Intervista su Avvenire ad Andrea Moro, professore
ordinario di Linguistica generale presso la Scuola Superiore
Universitaria IUSS di Pavia, dove dirige il NEtS Centro di
Neurocognizione, Epistemologia e Sintassi teorica.
L'intervista non è online, perciò riporto qui di seguito -
riassumendo un po' - alcuni brani tratti dal libro di Moro,
pubblicato da Il Mulino (2015) "I confini di Babele":

"... le neuroscienze e la linguistica teorica. Come andrà a
finire questo incontro? Produrrà risultati?...
Prima domanda: la sintassi, che i linguisti ritengono autonoma
rispetto ad altri componenti della grammatica, si correla con
un'attività neuronale autonoma e dedicata? Oppure l'ipotesi
dell'autonomia della sintassi, elaborata dalla linguistica
teorica, non è compatibile con la struttura del cervello?
Seconda domanda: i limiti che costituiscono la classe delle
lingue umane possibili – come la natura gerarchica delle
regole – sono solo epifenomeni, o peggio accidenti storici
scoperti a tavolino confrontando le grammatiche tra loro,
oppure a questa differenza corrisponde una reazione neuronale
precisa?
Non esistono ovviamente risposte a priori a queste domande...
Vedremo però che sorprendentemente esiste una convergenza
significativa: non solo la sintassi attiva reti neuronali
specifiche distinte dagli altri componenti della grammatica,
ma anche il limite di variazione tra grammatiche possibili
risulta essere condizionato dall'architettura neurofunzionale
del cervello umano. Tutto ciò non solo aumenta la nostra
conoscenza dei dati empirici sulla natura del linguaggio,
ma... mostra una sostanziale convergenza tra due teorie basate
su dati empirici affatto diversi.
[...] ... la linguistica e la neurobiologia del linguaggio –
sono «incommensurabili» o possono essere messe a confronto?
... nessuno a tutt'oggi sa come si passi dalle regole che ci
fanno comporre una frase ai neuroni o alle aree corticali che
sottendono a questo compito. Se ciò fosse, saremmo di fronte a
un'unificazione dei due campi. Questa unificazione non è
ancora nemmeno all'orizzonte oggi, né è detto che lo sarà mai:
chiedersi se le regolarità scoperte dai linguisti e le
attività corticali del cervello possano essere messe in
relazione in modo non banale è dunque un passo preliminare
obbligatorio, ma non certamente una meta finale. Questa
domanda in particolare non esaurisce un'altra domanda, forse
più radicale, cioè perché esistono queste regolarità
linguistiche e non altre...
[...] Tra il milione di miliardi di contatti sinaptici e
l'osservazione dell'emodinamica di una zona corticale passa
una differenza di complessità tale che è impossibile sapere
ora come sarà il futuro della ricerca in questo campo, né se
la linguistica potrà mai essere una branca della
neurobiologia. Forse dovremo passare attraverso un radicale
cambiamento del modo di vedere sia il linguaggio che il
cervello per poter arrivare a un'unificazione, se questa mai
sarà concepibile."

Francesca Adrower
Per chi volesse approfondire, su questo sito sono disponibili
alcune pagine del libro
http://www.tecalibri.info/M/MORO-AC_babele.htm
TecaLibri: Andrea Moro: I confini di Babele
--
E-S °¿°
Ho plonkato tutti quelli che postano da Google Groups!
Qui è Usenet, non è il Web!
Le Pépé à chaines
2017-08-15 20:21:21 UTC
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Radio3 RAI [...]
Molto interessante. Grazie.

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