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alfabeti
(troppo vecchio per rispondere)
Giovanni Drogo
2020-12-25 21:07:25 UTC
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Vedo solo oggi su La Lettura del Corriere di domenica scorsa 20 dicembre
una infografica su una specie di albero genealogico delle varie
scritture (con grande dettaglio soprattutto in area indiana), alcuna
anche mai sentite.

Mi incuriosisce che segni il Geez (come derivato dal sudarabico e
ultimamente dalla famiglia fenicio-cananea) come abjad e non come
sillabica, e non segni per nulla l'etiopico-amharico moderno (segna
altrove un "copto" ma come alfabeto e derivato ultimamente dal latino.

Mai sentito inoltre un "ungherese antico" imparentato con l'Orkhon e
ultimamente derivato dal siriaco

Ed inoltre degli indecifrati paleo-ispanico e "scrittura pitta"

PS
"ultimamente" = "in ultima istanza"
Maurizio Pistone
2020-12-26 11:13:34 UTC
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Post by Giovanni Drogo
Mi incuriosisce che segni il Geez (come derivato dal sudarabico e
ultimamente dalla famiglia fenicio-cananea) come abjad e non come
sillabica, e non segni per nulla l'etiopico-amharico moderno (segna
altrove un "copto" ma come alfabeto e derivato ultimamente dal latino.
se non sbaglio il più antico alfabeto etiopico era formato solo da
consonanti; in seguito furono introdotti diversi segnini che uniti alle
cosonanti le integrano col valore vocalico
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
https://mauriziopistone.it
https://lacabalesta.it
Giovanni Drogo
2020-12-26 19:41:18 UTC
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Post by Maurizio Pistone
se non sbaglio il più antico alfabeto etiopico era formato solo da
consonanti; in seguito furono introdotti diversi segnini che uniti
alle cosonanti le integrano col valore vocalico
Le tabelle che ho visto io dell'amharico di solito mettono n righe per
le consonanti e m colonne per le vocali. E' probabile che l'origine sia
quella che dici, ma spesso i caratteri nella stessa riga appaiono
piuttosto diversi ... per questo lo ho sempre considerato sillabico.

Non e' come il devanagari o le altre scritture indiane o correlate (dal
tibetano al thai), che hanno una forma base in -a e le varianti con
diacritici estesi (sopra, sotto, prima o dopo) per le altre vocali.
Maurizio Pistone
2020-12-27 12:57:34 UTC
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Post by Giovanni Drogo
Post by Maurizio Pistone
se non sbaglio il più antico alfabeto etiopico era formato solo da
consonanti; in seguito furono introdotti diversi segnini che uniti
alle cosonanti le integrano col valore vocalico
Le tabelle che ho visto io dell'amharico di solito mettono n righe per
le consonanti e m colonne per le vocali. E' probabile che l'origine sia
quella che dici, ma spesso i caratteri nella stessa riga appaiono
piuttosto diversi ... per questo lo ho sempre considerato sillabico.
confrontando queste tabelle in orizzontale e in verticale, si vede
chiaramente che ad una forma consonantica sono uniti dei segnini
vocalici

la somiglianza in orizzontale fra le forme delle consonanti è evidente;
la forma originaria, puramente consonantica, dovrebbe corrispondere alla
prima colonna, quella che in amharico corrisponde al suono consonante +
ä. Anche i segnini aggiunti per le vocali, che si vedono quardando la
tabella in verticale, sono ripetuti; lo si vede in modo particolare per
le vocali u, i, e ecc.

In sostanza l'alfabeto amharico è formato in massima parte dalla
combinazione consonante + vocale; per ottenere sillabe chiuse, si usa la
combinazione consonante + schwa, col suono vocalico muto

es. la parola amba "montagna" si scrive:

'a m(schwa) ba

========

Il passaggio dalla forma semplice alla forma vocalizzata è documentato
da alcune iscrizioni del regno di 'Ezana, ca 330-370. Il nuovo sistema
di scrittura compare abbastanza improvvisamente senza fasi di passaggio,
sembra quindi una vera e propria riforma decisa in modo consapevole e
non per graduale evoluzione. 'Ezana è il re che portò il cristianesimo
nel regno aksumita, ma le prime iscrizioni col nuovo sistema sembra
compaiano addirittura prima della conversione.

========

Non conosco la lingua amharica; però quando mi ero occupato di storia
dell'Etiopia nell'800, avevo trovato un grosso ostacolo nella grande
varietà delle traslitterazioni, vecchie e nuove, di nomi che spesso
facevano riferimento a diverse varianti locali. Mi ero sforzato quindi
di risalire, per quanto possibile, alla forma originale, confrontandole
con la grafia e la traslitterazione usata nell'Encyclopaedia Aethiopica.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
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António Marques
2020-12-26 23:33:47 UTC
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Post by Giovanni Drogo
Vedo solo oggi su La Lettura del Corriere di domenica scorsa 20 dicembre
una infografica su una specie di albero genealogico delle varie
scritture (con grande dettaglio soprattutto in area indiana), alcuna
anche mai sentite.
Mi incuriosisce che segni il Geez (come derivato dal sudarabico e
ultimamente dalla famiglia fenicio-cananea) come abjad e non come
sillabica,
Il Geez è meglio descritto come 'abugida'.
Post by Giovanni Drogo
e non segni per nulla l'etiopico-amharico moderno (segna
altrove un "copto" ma come alfabeto e derivato ultimamente dal latino.
Mai sentito inoltre un "ungherese antico" imparentato con l'Orkhon e
ultimamente derivato dal siriaco
Ed inoltre degli indecifrati paleo-ispanico e "scrittura pitta"
PS
"ultimamente" = "in ultima istanza"
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