Discussione:
traduzioni più vicine all'autore o al lettore
(troppo vecchio per rispondere)
m***@gmail.com
2016-08-21 23:49:15 UTC
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Non sono molto esperto di teoria della traduzione per cui, volevo sapere da voi chiarimenti su questa mia esperienza: nelle mie letture ho notato una cosa particolare, che gran parte delle traduzioni italiane scritte fino agli anni '60 avevano la "tendenza" non tanto a non essere "letterali" (è ovvio che "It's greek to me" è bene tradurlo con "Per me è arabo" nel senso di cosa incomprensibile) ma piuttosto tendevano ad avvicinare lo stile e il contesto culturale dell'autore originale a quelli più familiari in cui viveva il lettore italiano del tempo. Ad esempio, non solo venivano tradotti i nomi propri (William con Guglielmo, Peggy con Margherita o Rita...) ma venivano anche adattati aspetti culturali tipici della cultura dell'autore con altri simili ma più familiari alla cultura del lettore italiano. Ad esempio in testi inglesi trovavo che "I'm having tea" veniva tradotto con "Sto facendo merenda" dato che in Inghilterra il tè è un vero e proprio pasto leggero che si fa a un orario preciso del pomeriggio oppure che il gioco da tavolo del "backgammon" veniva tradotto con la dama (forse togliendo anche eventuali riferimenti all'uso dei dadi presenti nel primo gioco). Ho poi l'impressione che i traduttori italiani del tempo si ispiravano anche a romanzieri italiani contemporanei nel comporre le traduzioni ma è una mia impressione che bisognerebbe approfondire bene.

Volevo perciò sapere da voi come si chiama questo particolare modalità di compiere la traduzione e se avete qualche idea sul perché dagli anni '70 in poi sembra che in Italia si sia cambiato modo di tradurre (a prescindere sul giudizio se sia stato un bene o un male) e se mi sapete consigliare un testo di teoria della traduzione che parla di tali tematiche.

Ciao.
ilChierico
2016-09-09 22:05:35 UTC
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Post by m***@gmail.com
Volevo perciò sapere da voi come si chiama questo particolare modalità
Traduzione a senso.
m***@gmail.com
2016-09-13 11:44:20 UTC
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Post by ilChierico
Post by m***@gmail.com
Volevo perciò sapere da voi come si chiama questo particolare modalità
Traduzione a senso.
Non penso, perché di solito per "traduzione a senso" si intende una traduzione che non mantiene strettamente la sintassi e le forme morfologiche del testo di partenza, ad esempio partendo dall'originale "Because the father had arrived home, the brothers stopped quarreling" si può tradurre in "Poiché il padre era arrivato a casa, i due fratelli smisero di litigare" oppure in "L'arrivo a casa del padre fermò il litigio dei due fratelli", la seconda è una traduzione " a senso" ma non ci sono mutamenti di significati facendoli "avvicinare" alla cultura del paese in cui abita il lettore, come invece si fa traducendo "James" con "Giacomo", "Whist" con "Trionfo", "crackers" con "gallette" e così via. Non so se mi sono spiegato bene, è una cosa un po' diversa.

Ciao.
ilChierico
2016-09-19 10:03:00 UTC
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Post by m***@gmail.com
Non penso, perché di solito per "traduzione a senso" si intende una traduzione che non mantiene strettamente la sintassi e le forme morfologiche del testo di partenza,
Trasposizione no, mi fai pensare ad una sorta di alliterazione (ma il
termine è usato in maniera assolutamente impropria). Pure senza cercare
da qualche parte in capo ad un mese o due potrebbe anche venirmi in
mente qualcosa, oramai sono lento a riavviare il cervello, specie
stamattina O;-)
edevils
2016-09-28 03:46:20 UTC
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Post by m***@gmail.com
Non sono molto esperto di teoria della traduzione per cui, volevo
sapere da voi chiarimenti su questa mia esperienza: nelle mie
letture ho notato una cosa particolare, che gran parte delle
traduzioni italiane scritte fino agli anni '60 avevano la "tendenza"
non tanto a non essere "letterali" (è ovvio che "It's greek to me" è
bene tradurlo con "Per me è arabo" nel senso di cosa
incomprensibile) ma piuttosto tendevano ad avvicinare lo stile e il
contesto culturale dell'autore originale a quelli più familiari in
cui viveva il lettore italiano del tempo. Ad esempio, non solo
venivano tradotti i nomi propri (William con Guglielmo, Peggy con
Margherita o Rita...) ma venivano anche adattati aspetti culturali
tipici della cultura dell'autore con altri simili ma più familiari
alla cultura del lettore italiano. Ad esempio in testi inglesi
trovavo che "I'm having tea" veniva tradotto con "Sto facendo
merenda" dato che in Inghilterra il tè è un vero e proprio pasto
leggero che si fa a un orario preciso del pomeriggio
"Tea" può anche essere la cena :)


What is everyone having for tea tonight?



hi im having honey roast gammon, veg and either mash or roast pots and
gravy.... yum i cant wait im a hungry beast x



We are having chicken and bacon voluvants in a creamy mushroom sauce
with home-made chips. Cannot wait. Am starved all day!!



we are having beef stroganoff and rice, and i had tuna pasta bake for lunch

this week we are also having, meatballs, shepherds pie and toad in the hole
Post by m***@gmail.com
oppure che il gioco da tavolo del "backgammon" veniva tradotto con
la dama
E' vero che oggi si tende a lasciare i nomi originali stranieri, però
dipende anche dal nome con cui i giochi sono stati introdotti in Italia.
Per esempio la cosiddetta "Dama cinese" c'entra poco con il gioco della
dama, nasce in Germania col nome "Stern-Halma", ma prende il nome di
"Dama cinese" perché negli USA si chiama "Chinese checkers", "nome che
le è stato dato successivamente negli Stati Uniti perché suonava più
esotico", dice Wikipedia.
Post by m***@gmail.com
(forse togliendo anche eventuali riferimenti all'uso dei dadi
presenti nel primo gioco). Ho poi l'impressione che i traduttori
italiani del tempo si ispiravano anche a romanzieri italiani
contemporanei nel comporre le traduzioni ma è una mia impressione
che bisognerebbe approfondire bene.
Volevo perciò sapere da voi come si chiama questo particolare
modalità di compiere la traduzione e se avete qualche idea sul perché
dagli anni '70 in poi sembra che in Italia si sia cambiato modo di
tradurre (a prescindere sul giudizio se sia stato un bene o un male)
e se mi sapete consigliare un testo di teoria della traduzione che
parla di tali tematiche.
Tanto più la cultura anglosassone è stata acquisita in
Italia, grazie a libri, fumetti, film, televisione, viaggi, Internet...
tanto meno è stato necessario adattare riferimenti culturali che
in passato erano remoti ma oggi sono familiari o comunque facilmente
conoscibili.

Per esempio, considera "Halloween". Qualche decennio fa immagino che la
parola "Halloween" fosse nota a pochi. Dunque, suppongo, un traduttore
si trovava nella situazione di dover scegliere: o
lasciare una parola ignota al lettore, "Halloween", "Festa di
Halloween", sperando nel contesto per chiarire; oppure un equivalente
italiano come "Festa d'Ognissanti", "Vigilia d'Ognissanti" (che tra
parentesi è il significato originario di All Hallow Even, scozzese per
All Saints' Eve).
m***@gmail.com
2016-10-03 16:55:17 UTC
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Post by edevils
"Tea" può anche essere la cena :)
What is everyone having for tea tonight?
Beh, io sapevo che in Inghilterra il "tea" è anche un vero e proprio pasto che si tiene alle cinque del pomeriggio...
Post by edevils
Post by m***@gmail.com
oppure che il gioco da tavolo del "backgammon" veniva tradotto con
la dama
E' vero che oggi si tende a lasciare i nomi originali stranieri, però
dipende anche dal nome con cui i giochi sono stati introdotti in Italia.
Per esempio la cosiddetta "Dama cinese" c'entra poco con il gioco della
dama, nasce in Germania col nome "Stern-Halma", ma prende il nome di
"Dama cinese" perché negli USA si chiama "Chinese checkers", "nome che
le è stato dato successivamente negli Stati Uniti perché suonava più
esotico", dice Wikipedia.
Peraltro in certi paesi anglosassoni e tedeschi esiste anche l' "Halma", un gioco antenato della dama cinese, dove anche lì le pedine non si catturano ma si saltano soltanto ma tuttavia si gioca su una scacchiera non a stella ma quadrata:

https://en.wikipedia.org/wiki/Halma
Post by edevils
Tanto più la cultura anglosassone è stata acquisita in
Italia, grazie a libri, fumetti, film, televisione, viaggi, Internet...
tanto meno è stato necessario adattare riferimenti culturali che
in passato erano remoti ma oggi sono familiari o comunque facilmente
conoscibili.
Ho l'impressione poi che dagli anni '70 in poi ci sia stato un "cambiamento culturale" molto netto in Italia. Mi spiego: di recente ho confrontato antologie delle elementari e delle medie degli anni '30 e '40, dunque di epoca fascista, con quelle degli anni '50 e dei primi anni '60, ebbene con stupore ho notato che in entrambi i brani erano incentrati sugli stessi temi, soprattutto relativi all'"identità": l'esaltazione della patria, della famiglia, della donna come moglie e madre, più in generale del conformismo. Insomma, non apparivano quasi mai come valori positivi la presenza dell' "altro", dell "diverso" della "libertà individuale". Sarebbe interessante sapere se si sono mai fatti studi sociali al riguardo...
Post by edevils
Per esempio, considera "Halloween". Qualche decennio fa immagino che la
parola "Halloween" fosse nota a pochi. Dunque, suppongo, un traduttore
si trovava nella situazione di dover scegliere: o
lasciare una parola ignota al lettore, "Halloween", "Festa di
Halloween", sperando nel contesto per chiarire; oppure un equivalente
italiano come "Festa d'Ognissanti", "Vigilia d'Ognissanti" (che tra
parentesi è il significato originario di All Hallow Even, scozzese per
All Saints' Eve).
Altro spunto interessante è sapere quando si è smesso di tradurre le miglia in chilometri e le libbre in chili (a volte anche con virgole incluse...).

Ciao.
Maurizio Pistone
2016-10-03 18:19:21 UTC
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Post by m***@gmail.com
Ho l'impressione poi che dagli anni '70 in poi ci sia stato un
"cambiamento culturale" molto netto in Italia. Mi spiego: di recente ho
confrontato antologie delle elementari e delle medie degli anni '30 e
'40, dunque di epoca fascista, con quelle degli anni '50 e dei primi
anni '60, ebbene con stupore ho notato che in entrambi i brani erano
l'esaltazione della patria, della famiglia, della donna come moglie e
madre, più in generale del conformismo. Insomma, non apparivano quasi
mai come valori positivi la presenza dell' "altro", dell "diverso"
della "libertà individuale". Sarebbe interessante sapere se si sono mai
fatti studi sociali al riguardo...
abbastanza vero

il salto culturale di quarant'anni fa (di cui il cd. 68 è stato
l'effetto, assai più che la causa) è stato molto più profondo di quanto
solitamente si pensi
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
ADPUF
2016-10-03 21:32:03 UTC
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Post by m***@gmail.com
Ho l'impressione poi che dagli anni '70 in poi ci sia stato
di recente ho confrontato antologie delle elementari e delle
medie degli anni '30 e '40, dunque di epoca fascista, con
quelle degli anni '50 e dei primi anni '60,
Epoca democristiana

Non è che fu una rivoluzione eh...
Post by m***@gmail.com
ebbene con stupore ho notato che in entrambi i brani erano
incentrati sugli stessi temi, soprattutto relativi
all'"identità": l'esaltazione della patria, della famiglia,
della donna come moglie e madre, più in generale del
conformismo.
E dov'è il problema?

La differenza è che il conformismo si è evoluto...
Post by m***@gmail.com
Insomma, non apparivano quasi mai come valori positivi la
presenza dell' "altro", dell "diverso" della "libertà
individuale".
Non c'erano "altri" né "diversi".

La libertà individuale rischia di portare alla distruzione
della società organicamente istituita nel rispetto
dell'autorità naturale!

;-)
Post by m***@gmail.com
Sarebbe interessante sapere se si sono mai fatti studi
sociali al riguardo...
Mah, perché no?
--
AIOE °¿°
edevils
2016-10-04 01:23:03 UTC
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Post by m***@gmail.com
Post by edevils
"Tea" può anche essere la cena :)
What is everyone having for tea tonight?
Beh, io sapevo che in Inghilterra il "tea" è anche un vero e proprio
pasto che si tiene alle cinque del pomeriggio...
"Sadly these days Afternoon Tea is usually only an occasional luxury for
the British; ..."
http://www.afternoontea.co.uk/information/history-of-afternoon-tea/


Io invece mi riferivo a

"Tea (also known as high tea or meat tea) is one name for the evening
meal. It is associated with the working class and is typically eaten
between 5 pm and 7 pm. In the North of England, North and South Wales,
the English Midlands, Scotland and in rural and working class areas of
Ireland, people traditionally call their midday meal dinner and their
evening meal tea (served around 6 pm), ..."
https://en.wikipedia.org/wiki/Tea_(meal)

[...]
Post by m***@gmail.com
Altro spunto interessante è sapere quando si è smesso di tradurre le
miglia in chilometri e le libbre in chili (a volte anche con virgole
incluse...).
Io credo che tradurrei le libbre in chili anche oggi.
Mi spiego: se in un romanzo o in un film si afferma che una certa donna
pesa 45 chili, per il pubblico italiano è facile farsi un'immagine
mentale. Se invece viene detto che pesa 100 libbre, solo i
pochi che hanno familiarità con questa unità di misura si renderanno
conto che -nonostante il numero 100, alto per i nostri standard- siamo
ai limiti dell'anoressia.
Giovanni Drogo
2016-10-04 08:25:06 UTC
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Raw Message
Post by edevils
Io credo che tradurrei le libbre in chili anche oggi.
per la chiarezza di comprensione certamente, per mantenere
l'ambientazione forse no ... si possono usare miglia, leghe, verste, li.
Post by edevils
Mi spiego: se in un romanzo o in un film si afferma che una certa
donna pesa 45 chili, per il pubblico italiano è facile farsi
un'immagine mentale. Se invece viene detto che pesa 100 libbre,
credo che gli autentici britannici direbbero, di una persona, che pesa 7
"pietre" (stones) e 2 libbre
(https://en.wikipedia.org/wiki/Stone_%28unit%29)
edevils
2016-10-04 11:53:35 UTC
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Raw Message
Post by Giovanni Drogo
Post by edevils
Io credo che tradurrei le libbre in chili anche oggi.
per la chiarezza di comprensione certamente, per mantenere
l'ambientazione forse no ... si possono usare miglia, leghe, verste, li.
Parlavo del peso corporeo.
Le distanze in miglia secondo me danno meno problemi e, come dici,
contribuiscono all'ambientazione, pensiamo ad esempio ai cartelli stradali.
Post by Giovanni Drogo
Post by edevils
Mi spiego: se in un romanzo o in un film si afferma che una certa
donna pesa 45 chili, per il pubblico italiano è facile farsi
un'immagine mentale. Se invece viene detto che pesa 100 libbre,
credo che gli autentici britannici direbbero, di una persona, che
pesa 7 "pietre" (stones) e 2 libbre
(https://en.wikipedia.org/wiki/Stone_%28unit%29)
Già. E le "pietre" sono ancor meno comprensibili, per un italiano.
Poi bisogna vedere qual è il pubblico di riferimento (quello di un
saggio sulle unità di misura o quello di una commedia romantica?), qual
è il mezzo (scritto o audiovisivo?), che importanza ha un certo
dettaglio nel contesto (è la biografia di un fabbricante di bilance?).
edevils
2016-10-04 12:01:51 UTC
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Raw Message
On 04/10/2016 13:53, edevils wrote:
...
Post by edevils
commedia romantica
Per meglio dire, "commedia sentimentale".
"Commedia romantica" mi sa di calco dall'inglese.
Valerio Vanni
2016-10-04 12:10:30 UTC
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Raw Message
On Tue, 4 Oct 2016 13:53:35 +0200, edevils
Post by edevils
Post by Giovanni Drogo
per la chiarezza di comprensione certamente, per mantenere
l'ambientazione forse no ... si possono usare miglia, leghe, verste, li.
Parlavo del peso corporeo.
Le distanze in miglia secondo me danno meno problemi e, come dici,
contribuiscono all'ambientazione, pensiamo ad esempio ai cartelli stradali.
Sì, forse le miglia sono la cosa meno grave.
Col peso è un delirio, così come coi "piedi" d'altezza a cui vola
l'aereo :-)
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
edevils
2016-10-04 12:46:10 UTC
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Raw Message
Post by Valerio Vanni
On Tue, 4 Oct 2016 13:53:35 +0200, edevils
Post by Giovanni Drogo
per la chiarezza di comprensione certamente, per mantenere
l'ambientazione forse no ... si possono usare miglia, leghe,
verste, li.
Parlavo del peso corporeo. Le distanze in miglia secondo me danno
meno problemi e, come dici, contribuiscono all'ambientazione,
pensiamo ad esempio ai cartelli stradali.
Sì, forse le miglia sono la cosa meno grave. Col peso è un delirio,
Già. Provare a impostare la bilancia del bagno in libbre (a volte è
possibile con una levetta) e osservare le reazioni dei familiari :)
Post by Valerio Vanni
così come coi "piedi" d'altezza a cui vola l'aereo :-)
Beh, i "piedi d'altezza" mi paiono già più digeribili di "pietre e libbre".
Giovanni Drogo
2016-10-05 09:01:09 UTC
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Raw Message
Post by edevils
Parlavo del peso corporeo.
Anch'io e proprio di quello, e della "ambientazione" ... i vecchi
britannici usano stones and pounds, non pounds ! Dare solo un numero in
libbre e' un ircocervo.
edevils
2016-10-06 08:23:23 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Giovanni Drogo
Post by edevils
Parlavo del peso corporeo.
Anch'io e proprio di quello,
Anche, ma la tua osservazione mi sembrava più generale
Post by Giovanni Drogo
Post by edevils
Post by Giovanni Drogo
si possono usare miglia, leghe, verste, li.
e della "ambientazione" ... i vecchi
Post by Giovanni Drogo
britannici usano stones and pounds, non pounds ! Dare solo un numero in
libbre e' un ircocervo.
Va bene, ed è un'ulteriore complicazione, ma la domanda era

|Altro spunto interessante è sapere quando si è smesso di tradurre
...
|le libbre in chili
Valerio Vanni
2016-10-06 08:27:17 UTC
Permalink
Raw Message
On Thu, 6 Oct 2016 10:23:23 +0200, edevils
Post by edevils
Anche, ma la tua osservazione mi sembrava più generale
Post by Giovanni Drogo
si possono usare miglia, leghe, verste, li.
Io, comunque, non ho mai avuto la minima idea di quante fossero
ventimila leghe sotto i mari :-)
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
Klaram
2016-10-06 13:00:28 UTC
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Raw Message
Post by Valerio Vanni
On Thu, 6 Oct 2016 10:23:23 +0200, edevils
Post by edevils
Anche, ma la tua osservazione mi sembrava più generale
Post by Giovanni Drogo
si possono usare miglia, leghe, verste, li.
Io, comunque, non ho mai avuto la minima idea di quante fossero
ventimila leghe sotto i mari :-)
Nemmeno io.

Però le ventimila leghe di Verne erano verosimili, a differenza degli
stivali che con un passo facevano sette leghe francesi, più di
venticinque chilometri. :)

k

ADPUF
2016-10-06 05:51:49 UTC
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Raw Message
Post by edevils
Post by Giovanni Drogo
Post by edevils
Io credo che tradurrei le libbre in chili anche oggi.
Parlavo del peso corporeo.
Post by Giovanni Drogo
Post by edevils
Mi spiego: se in un romanzo o in un film si afferma che una
certa donna pesa 45 chili, per il pubblico italiano è
facile farsi un'immagine mentale. Se invece viene detto che
pesa 100 libbre,
credo che gli autentici britannici direbbero, di una
persona, che pesa 7 "pietre" (stones) e 2 libbre
(https://en.wikipedia.org/wiki/Stone_%28unit%29)
Già. E le "pietre" sono ancor meno comprensibili, per un
italiano.
Anche per un americano!

Un'altra parola che gli americani non capiscono è "fortnight".
--
AIOE °¿°
Klaram
2016-10-04 10:55:13 UTC
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Raw Message
Post by edevils
Io credo che tradurrei le libbre in chili anche oggi.
Io metterei le corrispondenze in nota a piè pagina.
Post by edevils
Mi spiego: se in un romanzo o in un film si afferma che una certa donna
pesa 45 chili, per il pubblico italiano è facile farsi un'immagine
mentale. Se invece viene detto che pesa 100 libbre, solo i
pochi che hanno familiarità con questa unità di misura si renderanno
conto che -nonostante il numero 100, alto per i nostri standard- siamo
ai limiti dell'anoressia.
edevils
2016-10-04 11:36:54 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Klaram
Post by edevils
Io credo che tradurrei le libbre in chili anche oggi.
Io metterei le corrispondenze in nota a piè pagina.
Forse in un romanzo, ma limiterei le note al minimo indispensabile.
In un film non esistono note.
Post by Klaram
Post by edevils
Mi spiego: se in un romanzo o in un film si afferma che una certa
donna pesa 45 chili, per il pubblico italiano è facile farsi
un'immagine mentale. Se invece viene detto che pesa 100 libbre,
solo i pochi che hanno familiarità con questa unità di misura si
renderanno conto che -nonostante il numero 100, alto per i nostri
standard- siamo ai limiti dell'anoressia.
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